La medicina erboristica è cresciuta in popolarità poiché molte persone cercano delle soluzioni più naturali e si ha un loro utilizzo sempre maggiore anche in cibi e bevande. Anche se molte erbe possono avere degli effetti benefici, ci sono delle considerazioni di sicurezza che devono essere tenute a mente. Forse perché le erbe sono naturali, o forse perché non sono regolamentate allo stesso modo dei farmaci, molte persone rilevano che, quando usano erbe e prodotti a base di esse, inconsapevolmente commettono degli errori potenzialmente dannosi.

Eccovi 10 errori che vengono comunemente commessi quando si usano le erbe e delle indicazioni su come fare per evitarli.

Prendere alla lettera le pretese dei prodotti a base di erbe 

Dovreste conoscere i potenziali effetti collaterali e gli aspetti connessi alla sicurezza consultando delle risorse indipendenti attuali e basate su una ricerca scientifica. Alcuni produttori descriveranno i propri prodotti come naturali e quindi sicuri, ma in realtà molti hanno il potenziale di causare dei gravi effetti negativi se presi in modo improprio.

Ad esempio, uno studio del 2003 pubblicato sulla rivista Obstetrics and Gynecology, ha avvertito che “l’uso di prodotti che migliorano il seno dovrebbe essere scoraggiato a causa della mancanza di prove relative alla loro efficacia e di problemi di sicurezza a lungo termine”.

Eppure queste pillole sono incredibilmente popolari; infatti, sono tra le pillole a base di erbe più ricercate sul web. Si è scoperto che le erbe utilizzate in molte pillole per l’aumento del seno (ad esempio il luppolo e il fieno greco) abbiano potenti effetti estrogenici e possano aumentare il rischio di tumori ormonali come quelli all’endometrio e al seno.

Suggerimento

Fate le vostre ricerche utilizzando delle fonti affidabili sul web, in particolare consultando dei siti ufficiali. 

Non riportare l’uso delle erbe al proprio medico di base

Secondo il National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH), più di un terzo degli americani adulti fa uso di una qualche forma di medicina alternativa; tuttavia, la maggior parte di queste persone non riporta tali informazioni ai propri medici.

Infatti, una comunicazione di ricerca del 2019 edita su JAMA Oncology ha rilevato che un terzo dei pazienti oncologici utilizzi dei farmaci alternativi e che la maggior parte di essi non condivida queste informazioni con il proprio medico.

Ci sono sempre più prove che la mancata condivisione di queste informazioni possa comportare dei seri rischi per la salute. Molte erbe interagiscono con i farmaci e le procedure mediche comuni, e ciò può condurre ad un aumento degli effetti collaterali o ridurre l’efficacia del trattamento.

Suggerimento

Portate una lista delle erbe che state pensando di prendere (o che state già assumendo) al vostro medico di famiglia. Chiedete che tale lista venga esaminata per un uso da parte vostra nel contesto della vostra salute generale e dei farmaci che assumete e che venga aggiunta alla vostra cartella medica come riferimento futuro.

Prendere delle erbe che aumentano il rischio di emorragia

I farmaci anticoagulanti come l’aspirina o il Warfarin (comunemente chiamati fluidificanti del sangue) impediscono la formazione di coaguli di sangue all’interno delle arterie, riducendo il rischio di ictus e di malattie cardiache. Quando questi farmaci sono combinati con erbe e integratori aventi anch’essi un effetto anticoagulante, possono aumentare il rischio di emorragie. Anche gli alimenti che contengono vitamina K, come le verdure a foglia verde, possono interferire con il Warfarin.

Tra le erbe e gli integratori che non dovrebbero essere combinati con degli anticoagulanti troviamo:

Aloe vera.

Camomilla.

Coenzima q10.

Dan Shen.

Artiglio del diavolo.

Dong quai.

Partenio.

Olio di pesce.

Aglio.

Zenzero.

Gingko.

Ginseng.

Goji.

Serenoa repens.

Corteccia di salice.

Suggerimento

Se state prendendo più di una di queste erbe o le state assumendo insieme al Warfarin, ad aspirine o ad altri anticoagulanti, consultate un professionista olistico autorizzato, come un medico naturopatico, affinché vi faccia da guida. Assicuratevi di informare il vostro medico di famiglia di tutte le erbe e gli integratori che state assumendo. Gli esami del sangue chiamati tempo di protrombina e rapporti internazionali normalizzati (PT/INR) possono essere utili per valutare la coagulazione del sangue.

Il tè alla camomilla interagisce con i propri farmaci

Anche se la maggior parte delle persone pensa che il tè alla camomilla sia innocuo, in realtà può avere alcuni gravi effetti collaterali, soprattutto se combinato con alcuni farmaci.

Oltre ad aumentare il rischio di emorragie interne, può anche interagire con altri farmaci alterando il modo in cui questi vengono scomposti nel corpo.

Suggerimento

Assicuratevi di esaminare i farmaci che possono interagire con la camomilla prima di prenderne un sorso.

Prendere delle erbe con degli immunosoppressori

Gli immunosoppressori sono dei farmaci che abbassano la capacità del corpo di respingere un organo trapiantato, e sono anche usati per controllare i sintomi delle malattie autoimmuni. Le erbe che stimolano il sistema immunitario possono contrastare questi farmaci, provocando un rigetto del trapianto, l’esacerbazione dei sintomi delle malattie autoimmuni, o anche lo scatenarsi di un disturbo autoimmune in persone geneticamente predisposte.

I comuni farmaci immunosoppressori comprendono:

Ciclosporina.

Azatioprina.

Corticosteroidi, compreso il prednisone.

Metotrexato.

Suggerimento

Se si sta assumendo un farmaco immunosoppressore, non prenderete erba medica, astragalo, echinacea, ginseng, radice di liquirizia o zinco minerale.

Decidere che le erbe siano lo strumento per gestire la fatica

La stanchezza costante, la spossatezza o la mancanza di energia sono dei buoni motivi per decidere di intraprendere il tragitto verso il vostro medico di base. Anche se il regime alimentare e gli integratori (comprese le erbe) possono essere di aiuto in questo senso, il primo passo è assicurarsi che la causa della stanchezza non sia una malattia, come ad esempio:

Anemia.

Asma.

Malattie autoimmuni, come il lupus o l’artrite reumatoide.

Disturbi del sonno come l’apnea ostruttiva del sonno.

Ipotiroidismo.

Sindrome da affaticamento cronico.

Depressione.

La stanchezza può anche essere sintomo di altre condizioni, come malattie infettive (ad esempio la mononucleosi), insufficienza cardiaca, diabete, malattie epatiche o renali, morbo di Addison, malattie autoimmuni (ad esempio il lupus), cancro e malnutrizione, o può anche essere causata da effetti collaterali di farmaci.

Suggerimento

Rivolgetevi innanzitutto al vostro medico curante, che vi farà delle domande e si assicurerà che facciate le giuste analisi e/o imaging per escludere le condizioni che potrebbero essere legate alla vostra stanchezza; solo in seguito pensate a degli approcci naturali.

Considerare le erbe come un sostituto del caffè

La Yerba mate è una bevanda popolare che si può trovare nei caffè; è una tisana che dà energia senza causare nervosismo. Ampiamente consumata in America centrale e meridionale, è spesso pubblicizzata come un’alternativa più sana al caffè; tuttavia, in diversi studi di ricerca la yerba mate è stata associata a tumori esofagei, orali, polmonari e della vescica. Anche se gli studi mostrano che il legame con il cancro sia più comune nelle persone che bevono grandi quantità di tè (più di 1 litro al giorno) o del tè estremamente caldo, si dovrebbe comunque evitare fino a quando non si avranno più prove.

Le bevande energetiche, come Red Bull, Monster Energy Drink, Monster Energy Drink, Full Throttle, contengono caffeina e una serie di vitamine ed erbe. Una delle maggiori preoccupazioni sta nel fatto che le nostre conoscenze sugli effetti combinati di questi ingredienti non siano ancora sufficienti. Si ritiene che molti ingredienti funzionino in combinazione con la caffeina per aumentarne il potere stimolante. La maggior parte delle bevande energetiche contiene anche elevate quantità di zucchero e non sono salutari, come le bevande a base di soda.

Suggerimento

Se siete alla ricerca di bevande più sane, prendete in considerazione l’acqua con un goccio di melograno o del succo di mirtillo rosso.

Uso delle erbe a lungo termine per gestire la stitichezza

Alcune erbe, come l’aloe, la cascara, la frangola, la senna e le erbe del Rheum, sono dei lassativi antranoidi. Anche se possono essere efficaci, un loro uso prolungato può far sì che l’intestino perda la capacità di funzionare da solo. Tali erbe sono stati collegate a diarrea cronica, debolezza muscolare, ritmi cardiaci irregolari potenzialmente pericolosi, e anche ad un deterioramento dei reni o del fegato.

Queste erbe stimolanti non dovrebbero essere usate per più di una settimana. È una buona idea consultare il medico se la stitichezza e i sintomi gastrointestinali dovessero continuare.

Suggerimento

Parlate con il vostro medico curante per disabituarsi gradualmente dai lassativi e per recuperare una normale funzione intestinale. La chiave sta nel farlo lentamente, di solito in combinazione con un integratore di fibre come lo psillio e liquidi adeguati.

Non smettere di prendere delle erbe prima di un intervento chirurgico

Prima di un’operazione, il vostro chirurgo ha bisogno di sapere tutto ciò che state prendendo, in modo da prevenire eventuali complicazioni; le erbe e gli integratori, infatti, possono interagire con l’anestesia o causare un’eccessiva emorragia. L’uso di erbe prima di un intervento chirurgico può anche influenzare la pressione sanguigna, i livelli di elettroliti e la dieresi. Dal momento che le erbe dovrebbero essere interrotte almeno due settimane prima dell’intervento chirurgico, assicuratevi che il vostro chirurgo ne sia a conoscenza in modo che la data dell’intervento possa essere fissata di conseguenza.

Tra le erbe e gli integratori più rischiosi prima di un intervento chirurgico troviamo:

Camomilla.

Coenzima q10.

Ginkgo.

Zenzero.

Ginseng.

Glucosamina e condroitina.

Kava kava.

Liquirizia.

Acidi grassi Omega 3, olio di semi di lino, olio di pesce.

Serenoa repens.

Erba di San Giovanni.

Valeriana.

Vitamina E.

Suggerimento

I ricercatori raccomandano che tutte le erbe e gli integratori siano interrotti due o tre settimane prima di un intervento. Assicuratevi di parlare con il vostro medico per sapere ciò che sia più adeguato al vostro caso specifico.

Assumere le erbe in maniera irregolare

È importante che le erbe e gli integratori siano assunti in maniera regolare, conforme a come (e se) sia stato consigliato, per poter valutare se funzionino o meno. Un errore comune è quello di iniziare a prendere un integratore, saltare un giorno o due, e poi iniziare a prenderne un altro perché non si sono notati dei miglioramenti. Se non siete costanti, non saprete mai se un’erba sia davvero efficace o meno.

Suggerimento

Procuratevi online o presso la vostra farmacia locale un organizzatore di pillole per i diversi giorni della settimana.

Conclusioni

In generale, parlate sempre di qualsiasi erba stiate prendendo, o stiate pensando di assumere, con un medico professionista; questo aspetto è fondamentale per la vostra salute e sicurezza.